Il caldo è il nemico silenzioso del fotovoltaico: oltre i 25°C di temperatura di cella, ogni grado in più riduce la resa dei moduli. Le superfici scure su cui sono installati gli impianti — guaine bituminose, lamiere, piazzali — possono superare gli 80°C in estate, surriscaldando l’aria attorno ai pannelli e tagliando la produzione proprio nei mesi di massimo irraggiamento.
I rivestimenti Cool Barrier ad alta riflessione solare (SRI 100+) abbassano la temperatura delle superfici fino a 30°C, creando un microclima più fresco attorno ai moduli e aumentando l’albedo disponibile: un beneficio diretto per gli impianti tradizionali e ancora maggiore per i moduli bifacciali, che convertono in energia anche la luce riflessa dalla superficie sottostante.
Le soluzioni Watergy si applicano su tetti esistenti, coperture industriali e parchi solari a terra, senza interventi strutturali e senza fermare l’impianto.